Karantika: la farinata di ceci algerina
- Ilaria Vitale
- 20 ago
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 22 ago
Tempi: 10 minuti di preparazione e circa 45 minuti di cottura Serving: 8 persone |

Karantika: la farinata di ceci che ricorda la mia giovinezza
Ci sono piatti che non sono solo ricette, ma pagine di vita.
La Karantika per me è proprio questo: un ritorno agli anni vissuti in Algeria, perché ebbene sì, nella mia vita ho vissuto in Algeria.
Parliamo del periodo che va dai 23 ai 25 anni: il mio primo lavoro dopo la laurea e anche dopo il grande rifiuto di una banca che mi mandò una simpatica lettera che diceva: riteniamo che non sia adatta alla nostra azienda!
Parlo della Banca Sella e con il senno di poi li ringrazio, ma soprattutto ringrazio il mio inconscio direi.
Al colloquio con la Banca Sella mi presentai con i jeans rotti sul ginocchio e una giacca a righe. Mio padre mi fece notare che i jeans, per lo più stracciati, non erano una grande idea per un colloquio con la banca, ma io risposi che o andavo bene così oppure a me non andavano bene loro!
Il colloquio non andò esattamente come mi aspettavo. Cercarono in tutti i modi di innervosirmi e ci riuscirono assolutamente.
Conclusione: non ero adatta allo sportello... e con il senno di poi, possiamo anche dire per fortuna!
Il rifiuto della Banca Sella mi condusse ad Algeri.
Feci il colloquio a Roma, al Ministero dell'Ambiente e lì mi presentai con dei pantaloni neri e una giacca. L'outfit funzionò! Poco dopo partì per Algeri.
L'ufficio era nel quartiere Hydra.
A pranzo, spesso la scelta era semplice ma indimenticabile: una baguette calda, farcita con Karantika e una generosa dose di harissa. Di solito qualcuno usciva e ci portava da mangiare. Avevamo una cucina nell'ufficio e ad un certo punto si riempiva di rumore.
È stata Giulia Ubaldi a chiedermi di parlare di questa ricetta, mentre ripercorreva le tracce dei film di Tony Gatlif, in particolare Exils (qui il suo articolo).
E io non potevo che rispondere in maniera entusiasta, perché la Karantika non è solo una farinata di ceci: è un pezzo della mia strada, del mio viaggio, del mio "esilio" e del mio ritorno in Italia e anche di una sorta di rionciliazione tra tutti i pezzi della mia vita.
È il sapore della mia Algeria, quella che resta per sempre nel mio cuore.
Ingredienti per la Karantika, la farinata di ceci algerina
700 ml di acqua
2 uova medie
180 gr di farina di ceci
80 ml di olio di semi
1 cucchiaino di cumino
sale
pepe
olio di oliva per la teglia
Per mangiare la Karantika:
pane (baguette o kesra)
harissa
Procedimento per la Karantika, la farinata di ceci algerina
Accendere il forno statico a 180°C
In un recipiente mescolare l'acqua, le uova, il sale e il pepe a gusto. Per assicurare che le uova e l'acqua si miscelino correttamente, utilizzare un frullatore a immersione o minipimer.
Unire poi l'olio di semi, la farina di ceci e il cumino (se piace).
Miscelare bene, sempre utilizzando il frullatore a immersione. Il composto sarà liquido e deve essere così.
Ungere con olio di oliva una teglia rotonda di circa 28 cm di diametro oppure una teglia rettangolare.
Versare il composto nella teglia unta e fare cuocere in forno per circa 40 minuti.
Attivare la funzione grill per gli ultimi 5 minuti. Il composto risulterà cremoso e dorato in superficie.
Lasciare intiepidire e servire con il kesra oppure dentro una baguette, sempre accompagnato dalla salsa harissa.









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